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San Pietroburgo

una città dal fascino occidentale nella Russia degli Zar

(agosto 2002)

San Pietroburgo, fu fondata da Pietro il Grande il 16 maggio 1703 per aprire la strada dalla Russia verso il Baltico. Dal 1914 al 1924, venne chiamata Pietroburgo e successivamente con l'avvento di Lenin, Leningrado. Infine con la caduta del comunismo nel 1991, è ritornata al nome originario di San Pietroburgo. Costruita su quarantadue isole, è attraversata da ottantasei tra fiumi e canali. La Neva, il più importante, vi scorre per 20 km. con la formazione di ben quaranta isole collegate fra loro da seicento ponti. Ventuno sono levatoi ed ogni notte si alzano dalle 2 alle 4 ponendo ogni quartiere nell' isolamento per consentire il passaggio delle navi. Il contenimento delle acque è dovuto agli alti argini in granito rosa di Finlandia.

Il territorio paludoso e che richiese una lunga bonifica fu scelto da Pietro I per erigere la superba città che fu capitale dal 1712 al 1918. Interi boschi furono rasi al suolo per costruire le fondamenta dei palazzi e dei monumenti: la sola cattedrale di Sant' Isacco richiese ben 24.000 tronchi. La prima costruzione fu quella della Fortezza di Pietro e Paolo e subito dopo l' Ammiragliato, il Giardino d' Este e via via il resto.

Simile ad un tridente sul delta della Neva, ispirata e progettata come Amsterdam di cui Pietro il Grande era perdutamente innamorato, richiese l' intervento di numerosi architetti, in particolare italiani, che la progettarono secondo i canoni allora di moda. Verso la Neva sono rivolte tutte le principali piazze della Città, dalla piccola Isola delle Lepri alla figura dell' angelo sulla cuspide della cattedrale dei S.S. Pietro e Paolo che domina dall' alto dei suoi 122 metri d' altezza. Dall' undici giugno al due agosto San Pietroburgo è il regno delle notti bianche. Il ventuno giugno è il giorno più lungo con le sue diciotto ore di luce. San Pietroburgo è al pari di Venezia città che incanta, seduce ed affascina. Le notti con luce lattiginosa accentuano le sfumature perlacee dei palazzi sulla Neva. Il sole pallido galleggia immobile all' orizzonte. Con le notti bianche la città si rivitalizza: si accendono le lampade delle sette sale da concerto e dei diciotto teatri, e le vie attorno alla Prospettiva Nevskij, l' ampia e lunga arteria dai palazzi di lusso, negozi e bazar, locali e ristoranti alla moda si riempiono di gente. Ma la Nevskij Prospekt è anche un caravanserraglio di folclore con negozi griffati, la biblioteca nazionale, la chiesa armena, la torre della Duma. Invece i discendenti dei sudditi dello Zar Pietro, s' improvvisano artisti, musicanti e venditori di souvenir e fiori. Degli sfarzi imperiali, sulla Nevskij Prospekt rimane solo un nostalgico ricordo.

Dopo la prima colazione si inizia la visita dalla Prospettiva Nevskij. La via resa famosa da Gogol e Puskin è una delle più conosciute al mondo e fino a qualche anno fa, pavimentata in legno. I palazzi vennero costruiti senza badare a spese, con materiali di grandissimo pregio. Spiccano l' ex cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, il Palazzo dei Banchieri che si ispira al Ducale di Venezia, il caffè Wulf, preferito dai letterati di Pietroburgo. Qui Puskin s'incontrò il 27 febbraio 1877 con i suoi padrini, prima di avviarsi al duello nel quale rimase ferito a morte. Il Palazzo Stroganov è opera di B. F. Rastrelli. La cattedrale di Nostra Signora di Kazan, in stile neoclassico, con la gran cupola alta 90 metri, ha un colonnato semicircolare che ricorda Piazza S. Pietro a Roma. Poco distante, il Palazzo d' Inverno residenza degli zar fino alla fine della dinastia dei Romanov. Caterina II zarina assoluta e teutonica volle questo palazzo fastosissimo, immenso, opulento come il suo regno. La facciata neoclassica sotto i riflessi del sole sembra appena uscita da un bagno doro. E lunga circa 200 metri, larga 100 metri ed alta 30 metri. Nel Palazzo ci sono 1057 locali, 117 scale, 1786 porte e 1945 finestre. E'  decorato con marmi, malachite, diaspro, bronzo e legni pregiati. La parte museale di 50.000 mq. offre 24 km di percorso, dove sono esposte ben tre milioni di opere tra quadri, monete, sculture, pezzi d' arredamento, oggettistica.

L' imponente Piazza del Palazzo creata dall' architetto Carlo Rossi all' inizio dell' ottocento con al centro la monolitica Colonna in granito di Alessandro è  il baricentro della città.

Verso la Neva sono l' Hermitage Museum e la torre dell' Ammiragliato con l' Arco di Trionfo, che fa da basamento, mentre dall' altra parte gli edifici del complesso con la loro solenne struttura architettonica e scultorea glorificano l' eroismo dei marinai russi e Pietro il Grande come creatore di San Pietroburgo. A fianco dell' imponente edificio dalla facciata di 400 metri, si trova la maestosa cattedrale di Sant' Isacco, oggi museo di stato, la più sontuosa delle chiese di San Pietroburgo. La sua costruzione è durata quarant'anni, una composizione architettonica che sta fra la basilica di San Pietro a Roma, la cattedrale di San Paolo a Londra e il Pantheon di Parigi. L' enorme cupola alta 101,5 metri è fiancheggiata da 4 campanili e 350 statue. L' interno può contenere 14.000 persone ed è contrassegnato da una straordinaria ricchezza di opere d' arte e dall' abbondanza di materiali rari e preziosi. Stupenda l' iconostasi di marmo bianco italiano ritmata da colonne in malachite e lapislazzuli. Tutto intorno una foresta di colonne (112) di granito rosso di Finlandia. Le volte e le pareti sono interamente decorate con oltre 150 dipinti. La cupola esterna ricoperta d'oro, in questo agosto 2002 riluce sotto i raggi del sole dopo il maquillage per i festeggiamenti del trecentesimo anno che si terranno nel 2003. La sua costruzione è costata la vita a tantissimi operai che facevano uso di mercurio. Dalla cattedrale ci avviamo verso il complesso di Smolnyj tutto bianco e celeste contornato da aiuole geometriche, alberi secolari e grandi spazi.

Sul complesso si sono scritte pagine di storia e oggi gli appartamenti della zona sono i più costosi della città. Smolnyj, che significa deposito di pece, è uno dei monumenti più notevoli del barocco russo. Il monastero fa parte di un complesso di edifici sorti in epoche diverse. L' Istituto Smolnyj del Quarenghi nel 1917 si trovò al centro degli avvenimenti rivoluzionari e fu qui che Lenin si trasferì nella notte fra il 24 e il 25 ottobre 1917, per dirigere il movimento rivoluzionario. Lenin che visse allo Smolnyj 124 giorni diresse il primo stato proletario del mondo fino al trasferimento della capitale a Mosca. Al centro del complesso s' innalza la cattedrale della Resurrezione con cinque cupole e con ai lati quattro chiese di dimensioni minori.

Ultima tappa della giornata la piccola Isola delle Lepri separata dal braccio d' acqua della Neva. Si estende sulla riva destra della Neva, di fronte all' Hermitage, ed è anche un luogo di aggregazione per i pietroburghesi sia in inverno che in estate, per passeggiare sugli spalti, pescare, prendere il sole e quando possibile fare il bagno a ridosso delle mura. La costruzione dominante della fortezza è la cattedrale consacrata nel 1733 e costruita in stile olandese da Domenico Trezzini. L' addobbo decorativo comprende l' originalissima iconostasi intagliata con porta centrale fusa in bronzo, e alcune sculture e decorazioni barocche. Fin dai tempi di Pietro il Grande la cattedrale serviva come sepolcro per gli imperatori russi e per i membri della famiglia regnante, a partire da Pietro il Grande. Nel 1998 sono state riportate qui tutte le salme dei Romanov uccisi durante la rivoluzione del 1918.

All' interno si trovano 22 sarcofagi meta di quotidiani pellegrinaggi a testimonianza di come il mito degli zar non sia ancora tramontato. La fortezza fu trasformata ben presto in carcere e nelle sue celle sono passati personaggi della storia di questi ultimi tre secoli fra cui: il figlio di Pietro I il primo ad esservi rinchiuso sospettato di aver preso parte di una congiura contro il padre, i cospiratori politici, i decabristi. Dostojevskij, Aleksandr Uljanov (fratello di Lenin), i principi bolscevichi, e lo scrittore Maksim Gorkij. Dalla fortezza fu dato il segnale all' incrociatore Aurora di aprire il fuoco sul Palazzo d' Inverno; così questa città dopo essere stata la capitale degli zar, divenne simbolo della rivoluzione dOttobre. Quando udirono i rimbombi, i bolscevichi attaccarono il Palazzo d' Inverno ed il 6 novembre ebbe inizio la fine della dinastia imperiale dei Romanov. Da quel momento, il mondo non sarebbe più stato lo stesso. Il complesso della fortezza è l' unico monumento in cui si condensa l' intera storia di San Pietroburgo.

L' ingresso d' onore è costituito dal portico degli Atlanti che si trova nel Nuovo Hermitage. Inizia poi una continua scoperta dell' arte di tutti i tempi. Tra i capolavori: il Tesoro degli Sciti, la spettacolare galleria degli arazzi fiamminghi, la sala di Malachite, la piccola Sala del Trono, la rotonda, il salotto d' oro, le logge di Raffaello, lo scalone d' onore del Giordano e i preziosismi degli interni, inestimabili creazioni del genio umano di tutti i tempi e di tutti i popoli, l' orologio del Pavone un autentico capolavoro di oreficeria che entra in funzione solo una volta alla settimana (il tour era stato programmato per essere presenti) il mercoledì alle 17.00 in punto. Con una precisione assoluta, i meccanismi animati entrano in funzione: il pavone apre le ali, fa la ruota e scuote la testa, una civetta batte le palpebre e muove il capo, un gallo canta ecc. ecc.

Per la pittura e scultura, emergono le sale degli artisti italiani con capolavori di: Tiziano, Raffaello, Caravaggio, Michelangelo, Simone Martini, Beato Angelico, Veronese, Giorgione, Canova e tanti altri. Per la pittura europea: Guauguin, Van Gogh, Cezanne, Monet, Renoir, Picasso, Matisse, Rembrant, El Greco, Rubens.

Attraversando il Lungo Neva ricco di aulici monumenti, ci portiamo verso l' isola Vasilevski nel Golfo di Finlandia. Superato il ponte del palazzo che lo unisce al centro città, ci soffermiamo nella grande Piazza della Borsa, con palazzi dai quali si ha una visione spettacolare della città. Ammiriamo le Colonne Rostrate che nell' antichità si erigevano in onore delle vittorie sul mare alte 37 metri, di un bel colore rosso scuro alla cui base troneggiano quattro statue di pietra che personificano quattro fiumi: Volga, Neva, Volkhov e Dniepr.

Sulla riva sinistra della Neva si trova la piazza dei Decabristi legata al ricordo dell' insurrezione del dicembre 1825 con al centro il monumento equestre di Pietro il Grande il cavaliere di bronzo come venne definito da Puskin che calpesta il serpente simbolo del tradimento. L' opera di E. Falconet in grandezza naturale è su un' enorme roccia granitica, la cui forma ricorda una cresta d' onda. L' oasi verde di Piazza delle Arti dai palazzi simmetrici in stile palladiano è uno dei centri culturali della vita intellettuale di San Pietroburgo.

Attorno al Palazzo Michailovskij spicca la grandiosa cancellata di ferro battuto. Attraversando ponti e canali arriviamo alla Cattedrale del Salvatore sul Sangue Versato fatta erigere da Alessandro III nel 1883 sul luogo in cui Alessandro II fu ucciso. In una selva di cupole dorate e a mosaico spunta la guglia alta 81 metri. Capolavoro dell' architettura non solo pietroburghese ma di tutta la Russia, è un' imitazione della Cattedrale di San Basilio di Mosca in un tripudio di mosaici.

L' escursione a Tsarskoje Sielo, al Palazzo di Caterina, nell' ingresso si ammira lo splendido grappolo di cupole dorate della Cappella Reale.

La Reggia è una costellazione di padiglioni, palazzi e monumenti del 700 e dell' 800. Il Parco di seicento ettari è nobilitato con sculture in marmo e con costruzioni uniche nel loro genere. Sul grande stagno si affacciano altre meraviglie. Capolavoro di Bartolomeo Rastrelli la palazzina venne trasformata in un palazzo dove si tennero i ricevimenti ufficiali di corte. Il Palazzo colpisce per le sue lunghe facciate (306 m.) in trionfante stile barocco russo tendente al rococò, dipinte di turchese ed impreziosite da colonne bianche con stucchi, capitelli e fregi dorati e possenti atlanti che ornano le finestre. Si accede al Grande Salone del Rastrelli in un trionfo di bianco e oro e si visitano venti sale una più stupefacente dell' altra. Il vero tesoro del Palazzo è lo Studio d' Ambra che viene definita fra le meraviglie del mondo. Qui si raggiunge il massimo del lusso, il salone interamente decorato dalla preziosa pietra del Baltico. Nel 1942 i soldati tedeschi asportarono i pannelli (52 mq.) poi ritrovati nel 1997. Attualmente sono visibili nel loro pieno splendore. Altro approccio con San Pietroburgo lo si ha navigando sui canali che confluiscono nella Neva. La Venezia del Baltico si veste di magia e sotto i nostri occhi sfilano i grandi palazzi che hanno celato storie di complotti e congiure. In un tripudio di architettura italiana appare la facciata del Palazzo d' Inverno. L'incrociatore Aurora simbolo della rivoluzione è ancorato di fronte alla Fortezza di San Pietroburgo e rappresenta ancora oggi l' orgoglio della potenza militare degli zar.

Sopra le nostre teste sfilano i bellissimi ponti sui canali. Il Ponte dei Leoni sul canale Gribojedov, quello della Banca davanti all' edificio dell' ex banca con sculture di leoni alati (grifoni), il Ponte Egizio con le sfingi e via via altri ponti e chiese che sono l' elemento in cui si salda il passato col presente. Così dopo aver visto tante sale imperiali e le costruzioni che hanno fatto di San Pietroburgo capitale dello sfarzo, ci tuffiamo nei luoghi popolari. Al mercato, zigzagando tra le bancarelle e curiosando nei negozi specializzati scopriamo le decine di specie di caviale la cui qualità si capisce dalla forma delle uova.

Merce di tutti i tipi sono esposte con cura sia per le strade che nei negozi. Dai volti dei venditori si evince come la Russia sia un mosaico di razze. Trascorriamo il giorno di ferragosto concedendoci rilassanti passeggiate a piedi per scoprire un' altro aspetto della città, quella dei luoghi non segnalati dalle guide specializzate. Così, attraverso passaggi suggestivi e fuori degli itinerari turistici ci immergiamo tra cortili e piazzette isolate, oasi silenziose ricche di fascino che a San Pietroburgo fanno da collegamento tra una via e l' altra nel centro città. Per concludere la serata ci rechiamo a teatro per assistere ad uno dei tanti spettacoli di danza. Elaborate coreografie sostenute da bellissimi costumi evidenziano il virtuosismo di tutto il corpo di ballo riuscendo a conservare intatto lo spirito della musica e della danza popolare russa. Gran finale con un sontuoso rinfresco a base di champagne, caviale e tante delizie baltiche.

Abbagliante di ghiacciai nell' inverno, teneramente colorata in primavera, surreale nell' estate senza notti, magica nei cieli grigi autunnali, questa è  San Pietroburgo e questo è il suo sortilegio.